I profitti crescono, i lavoratori pagano: contro la repressione del dissenso, scendiamo in piazza per salari, diritti e servizi pubblici!
IL CAROVITA CI IMPOVERISCE.
I PROFITTI CRESCONO.
I LAVORATORI PAGANO.
BASTA SACRIFICI: VOGLIAMO SALARI, DIRITTI E SERVIZI PUBBLICI!
Ogni giorno facciamo i conti con il costo della vita: spesa alimentare, bollette, carburanti, affitti e trasporti diventano sempre più cari.
Gli stipendi, invece, non recuperano il potere d’acquisto perduto.
Sempre più lavoratrici e lavoratori, anche con un impiego a tempo pieno, fanno fatica ad arrivare alla fine del mese.
I miseri aumenti contrattuali non hanno recuperato le perdite degli ultimi anni e non bastano a fronteggiare il carovita.
Intanto, la riduzione degli organici, la precarietà, le continue riorganizzazioni e i carichi di lavoro sempre più pesanti peggiorano le condizioni di chi lavora.
E mentre milioni di persone faticano a fare la spesa, a curarsi e a garantire un’istruzione adeguata ai propri figli, il Governo destina risorse crescenti al riarmo e all’industria bellica.
Sanità, scuola, trasporti, servizi pubblici e sostegni sociali sono sotto pressione.
Ci chiedono sacrifici, ma non mettono in discussione profitti e disuguaglianze e il costo delle crisi viene scaricato ancora una volta su chi lavora e su chi è già in difficoltà.
Il 30 ottobre il sindacalismo di base proclama uno sciopero generale di 24 ore per tutte le categorie pubbliche e private.
Vogliamo unire le lotte nei luoghi di lavoro alle mobilitazioni studentesche e giovanili contro la guerra, i tagli ai servizi pubblici e un futuro senza prospettive.
Perché precarietà, impoverimento e mancanza di diritti hanno radici comuni: per contrastarli dobbiamo lottare insieme.
NON È NORMALE RINUNCIARE A CURARSI O PAGARE AFFITTI INSOSTENIBILI.
NON È NORMALE LAVORARE E RESTARE POVERI.
1. AUMENTI SALARIALI VERI
Recuperare il potere d’acquisto perso con l’inflazione e ottenere aumenti salariali adeguati al costo reale della vita.
2. BASTA PRECARIETÀ E SFRUTTAMENTO
Uscire dalle gabbie e dai tetti che impediscono nuove assunzioni stabili, contratti regolari, diritti e tutele.
Basta appalti al ribasso e riorganizzazioni che scaricano sui lavoratori il prezzo della ricerca del profitto.
3. SICUREZZA SUL LAVORO
Basta alle centinaia di ore di straordinari non pagati ed esporsi ad infortuni e ritmi insostenibili.
Servono prevenzione, formazione e rispetto delle norme.
4. DIFESA E POTENZIAMENTO DEI SERVIZI PUBBLICI
Più risorse per sanità, scuola e welfare.
Servizi accessibili a tutte e tutti, organici adeguati e condizioni di lavoro dignitose per chi li garantisce ogni giorno.
5. DIRITTO ALLA CASA E AL REDDITO
Affitti sostenibili e misure concrete contro l’impoverimento di lavoratrici e lavoratori, precari e disoccupati.
6. MENO SPESE MILITARI, PIÙ RISORSE AI BISOGNI SOCIALI
Tagliare le spese per il riarmo e investire le risorse pubbliche in sanità, istruzione, trasporti, welfare e politiche abitative.
La priorità deve essere garantire salari, servizi e condizioni di vita dignitose, non alimentare l’economia di guerra.
7. FLESSIBILITÀ E CONCILIAZIONE VITA-LAVORO
La flessibilità deve essere uno strumento a disposizione di chi lavora, non un vantaggio per il profitto di pochi.
Servono orari più flessibili, diritto alla disconnessione e strumenti concreti per conciliare lavoro, famiglia, tempo libero e cura delle persone care.
8. TRASFORMAZIONE DIGITALE E AUTONOMIA TECNOLOGICA
L’intelligenza artificiale e la digitalizzazione stanno trasformando il lavoro.
Servono investimenti nella scuola, nella formazione continua, nella ricerca pubblica e nello sviluppo di competenze e tecnologie proprie, per governare il cambiamento e ridurre la dipendenza dalle grandi piattaforme digitali.
Perché l’innovazione deve migliorare le condizioni di chi lavora, non diventare uno strumento per intensificare lo sfruttamento.
9. PIÙ OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI, SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE
Investire nel futuro significa prevenire il disagio psicologico e sociale, rafforzare i servizi territoriali e garantire maggiori opportunità di accesso alla cultura, allo sport e agli spazi di aggregazione.
Stop alla repressione del dissenso, ma strumenti di ascolto, orientamento e sostegno alle famiglie, perché nessuno sia lasciato solo.
LA NOSTRA LOTTA RIGUARDA TUTTI
Il carovita colpisce chi lavora in fabbrica, nei magazzini, negli appalti, negli uffici e nei servizi; chi ha un contratto stabile e chi è precario; chi lavora e chi un lavoro non riesce a trovarlo.
Respingiamo una gestione del lavoro che subordina i diritti e le esigenze delle persone all’austerity e al profitto che alimentano solo diseguaglianze.
Rivendichiamo assunzioni, salari adeguati, diritti, sicurezza e servizi pubblici capaci di rispondere ai bisogni collettivi.
Ma la risposta non può essere aspettare che le cose migliorino da sole: dobbiamo organizzarci, sostenere tutte le vertenze e unire le lotte per conquistare salari più alti, meno precarietà, più diritti e servizi migliori.
