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L’apertura del tavolo per il rinnovo del CCNL Sanità pubblica 2025/2027 all’ARAN non fa presagire niente di buono e di nuovo rispetto a ciò che è stato sottoscritto nel precedente contratto bidone del 2022-2024. Nell’atto di indirizzo presentato dal presidente dell’Aran, che rappresenta il Governo, al tavolo negoziale questo esordisce riaffermando che il confronto con i firmatari deve proseguire, consolidare e rafforzare quanto stabilito dalle precedenti tornate contrattuali.
Falso è quanto viene dichiarato in ordine sparso da CGIL CISL UIL NURSING UP NURSIND FIALS che il clima è cambiato e che ci siano spiragli nelle logiche governative di trovare concrete risposte per i lavoratori a fronte dell’aumento del costo della vita (prezzi, tariffe, bollette, pressione fiscale), alla tenuta del potere d’acquisto delle retribuzioni falcidiate dall’inflazione.
Nonostante che il Servizio Sanitario Nazionale pubblico sia a pezzi e che permanga il blocco degli organici per le mancate assunzioni e che contestualmente nelle Regioni si vada ad aprire Case delle Comunità, Ospedali di Comunità, PIR (punti di Intervento Rapido) senza aver adeguato organici buste paga il Governo apre il cosiddetto negoziato con la pregiudiziale di risorse per i il rinnovo contrattuale già definite e a parere dei COBAS inadeguate.
Ecco le cifre che il governo mette a disposizione: 512,35 milioni di euro lordi per il 2025 (pari a 48euro lordi al mese), 1.024,71 milioni per il 2026 (pari a 97euro lordi al mese) e 1.537,06 milioni a regime dal 2027 (145euri lordi al mese), pari al 5,4% del monte salari 2023 che corrisponderebbe alla ridicola cifra messa a disposizione per coprire l’inflazione, che come sappiamo sta falcidiando salari e redditi.
A quelle cifre stanziate il governo aggiunge la beffa dei 480 milioni di euro stanziati dalla legge n. 199/2025 per l’incremento della sola indennità di specificità infermieristica risultata già inadeguata DIMENTICANDOSI PER L’ENNESIMA VOLTA DEL RESTO DEI LAVORATORI DEL COMPARTO.
LA QUESTIONE SALARIALE RIMANE UNA EMERGENZA che in queste condizioni e con gli attuali stanziamenti non sarà possibile risolvere, così come rimangono irrisolti tutti gli altri istituti contrattuali (come le indennità vergognosamente ancora da aggiornare e da adeguare agli orientamenti giuridici recenti vedi il riconoscimento delle indennità di turno durante il periodo delle ferie) il sistema degli incarichi con relativi aumenti economici per quelli di base e media complessità, la formazione professionale, mensa e buoni pasto, il rispetto e l’esigibilità per i lavoratori degli strumenti di conciliazione vita-lavoro, riconoscimento del part time e del lavoro da remoto a richiesta volontaria.
LA QUESTIONE DELLE ASSUNZIONI È L’ALTRA EMERGENZA che non trova risposte a nessun livello né da parte del governo né da parte di sta comodamente seduto al tavolo negoziale come CGIL CISL UIL NURSING UP NURSIND FIALS che continuano a sostenere le politiche di flessibilità organizzativa, privatizzazione dei servizi, appalti, pagelline e selezioni.
Per noi COBAS parte male l’apertura del tavolo del rinnovo contrattuale perché nessuno parla di SALARI EUROPEI e contestuale adeguamento all’INFLAZIONE, sicurezza nei luoghi di lavoro, mobilità, del carovita, del peggioramento delle condizioni di lavoro dovute alla drammatica carenza di organici. Prioritario diventa per i COBAS contrastare con ogni mezzo necessario le politiche del governo tutte orientate sugli investimenti in armamenti a discapito del WELFARE e del Sistema Sanitario Pubblico!
Fi 10/05/2026
