lunedì, Marzo 31, 2025

COBAS: “MUSEI, IL PIANO AL CONTRARIO”: I LAVORATORI CHIEDONO CHIAREZZA E ASSUNZIONI

A seguito della presentazione al personale dei musei del nuovo Piano Strategico Integrato del Settore Musei Civici di Bologna, avvenuta lo scorso 3 febbraio, i lavoratori e il sindacato COBAS esprimono profonda preoccupazione per le prospettive delineate dal documento e per la mancanza di risposte alle criticità da tempo sollevate e ribadite al neo-assessore alla Cultura, Daniele Del Pozzo, presente all’incontro.

I dipendenti hanno denunciano la scarsa trasparenza del Piano, di cui non è stata fornita nemmeno una sintesi con dati concreti relativi a organici, investimenti e risorse. La presentazione, dominata da slogan e dal nuovo brand visivo (con le 2 torri al contrario), ha trascurato le reali necessità del settore, come evidenziato anche dalle analisi presenti allo stesso documento.

PERSONALE SOTTO ORGANICO: UNA QUESTIONE IRRISOLTA
Secondo gli stessi dati contenuti nel Piano Strategico, infatti, il Settore Musei Civici di Bologna soffre di un grave sottodimensionamento del personale. Per garantire un adeguato
funzionamento, sempre secondo il Piano sarebbero necessarie tra 39 e 74 nuove assunzioni, ma né la strategia delineata non prevede impegni concreti in tal senso. Questo contrasta con le promesse fatte in passato dall’amministrazione e con le esigenze di continuità dei servizi, mentre in continuità con la linea di totale chiusura alle assunzioni in cultura che l’A.C. ha tenuto nell’incontro sindacale del 28 novembre, dopo aver fatto scadere la graduatoria del precedente concorso.

RISORSE ECONOMICHE E TAGLI ALLA DIDATTICA
Desta forte preoccupazione il calo delle entrate correnti previsto nella bozza del Piano: una riduzione di 1.850.000 euro tra il 2025 e il 2027, nonostante l’incremento delle visite nei musei. Particolarmente allarmante è il drastico taglio ai servizi didattici, che passerebbero dagli 843.000 euro del 2025 (garantiti da fondi PON) a soli 38.780 euro nel 2027, azzerando le attività educative per gli oltre 150.000 studenti che ogni anno
frequentano i musei bolognesi, con l’ovvia conseguenza che l’accesso a cultura e patrimonio sarà garantito solo alle scuole e alle famiglie che se lo potranno permettere
UNA VISIONE INCERTA: PROGETTI SPERIMENTALI A COSTO ZERO Il Piano Strategico punta su progetti pilota dai nomi impegnativi come Digital library, Fab Lab, Edit-a-thon, Phygital Diplomacy, Design for All, Pre-text, Board Giovani, storytelling con personaggi virtuali per ogni museo, fino all’annuncio di un protocollo con le ASL per aprire ambulatori nelle
sedi museali e prescrivere le visite ai musei da parte dei medici, nonché la “raccolta di campioni biologici in modo anonimo” di “saliva, prima e dopo la visita” per “analizzare cambiamenti nei livelli di stress o di attenzione” (idea ribadita dall’estensore
del Piano in questa intervista). È il Piano stesso a specificare che “la maggior parte dei progetti presentano piani di spesa molto poco significativi in termini assoluti”. I lavoratori denunciano una politica di attività culturali a costo zero (o quasi), che
distruggerà inevitabilmente l’accessibilità e la capillare diffusione raggiunta dai servizi educativi museali negli ultimi anni.

UN INVESTIMENTO DI 707.000 EURO PER UN BOARD STRATEGICO, MA NON PER LE ASSUNZIONI
Nonostante la mancanza di fondi per il personale e i servizi educativi, il Piano prevede 707.000 euro in cinque anni per la creazione di un board strategico composto da esperti esterni, il cui ruolo e impatto restano poco chiari.
ESTERNALIZZAZIONI E PRIVATIZZAZIONI IN VISTA? Il documento prefigura l’affidamento di servizi museali alla Fondazione Bologna Welcome, inclusi bookshop, caffetterie, biglietterie, fino alla creazione di pacchetti promozionali con visite esclusive o catering per “rendere le location dei musei più attraenti per eventi speciali” e all’affitto di Villa delle Rose “per eventi privati e matrimoni” all’affitto per matrimoni di Villa delle Rose.

LA RISPOSTA DEL COMUNE: UN SILENZIO INACCETTABILE
Nonostante le ripetute richieste di poter visionare la bozza definitiva da parte dei COBAS, in due settimane l’Amministrazione comunale ha deciso di non rispondere e di
apertura di un confronto avanzate dai lavoratori e dalla RSU. Come COBAS prendiamo atto di questa mancanza di dialogo e di fronte alle prospettive incerte per il futuro del settore museale, ribadiamo l’impegno deciso dai lavoratori, riuniti in
assemblea il 12 luglio, di proclamare lo stato di agitazione per tutto il Settore Musei Civici e l’intero Dipartimento Cultura del Comune di Bologna.

BASTA PROMESSE, È ORA DI ASCOLTARE I LAVORATORI
Dopo anni di precarietà e incertezze, i dipendenti e i sindacati chiedono con forza assunzioni adeguate, investimenti concreti e un reale coinvolgimento nelle decisioni strategiche, per garantire un futuro solido e trasparente ai musei di Bologna.

COBAS Lavoro Pubblico – Settore Musei Civici di Bologna

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